Le follie della RC Auto

Rc-Auto-rincari-in-vista-anche-nel-2013_h_partbDal primo gennaio 2013 sono entrate in vigore in Italia molte e importante modifiche nella disciplina sulla RC Auto, che vanno nella direzione di una maggiore apertura del mercato. Peccato però che i prezzi delle polizze non siano per nulla scesi. Anzi, secondo un rapporto di Cittadinanzattiva, chi se la passa peggio sono i giovani: i neopatentati pagano in media 2.828 euro per la loro prima assicurazione auto.

In alcune province – specificamente Salerno – un giovane neopatentato si è visto richiedere 9.307 euro per assicurare la sua prima automobile! In pratica, è come comprarsi una seconda vettura per usarne però soltanto una! Uno scandalo, e non solo per Cittadinanzattiva, che dimostra come le tariffe obbligatorie della RC Auto siano spesso fuori controllo per i giovani neopatentati. Che se la passano benino soltanto in Valle d’Aosta, dove pagano in media 1.149 euro, ma si sa quanto poco abitata sia la più piccola regione italiana. E gli adulti? La media delle polizze è per loro di 661 euro, ma la forbice è come sempre larghissima: si va dai 335 euro di Aosta ai 1.737 euro mediamente spesi a Napoli.

Eppure l’obiettivo del Decreto Sviluppo bis era tutt’altro. Addirittura c’era una norma (poi eliminata) che chiedeva alle compagnie assicurative di tenere uguali le tariffe su tutto il territorio nazionale, ponendo eventuali differenze soltanto sull’incidentalità. Le polizze così alte sono un vero laccio alla ripresa del mercato auto italiano, che ha chiuso il 2012 con 1,4 milioni di auto vendute, il peggior anno degli ultimi 20. In effetti come fa una famiglia a permettersi una seconda auto per il proprio figlio maggiorenne se questi deve pagare più di 3.000 euro di RC Auto? Nello specifico: 3.101 euro la media nelle regioni del Sud, 3.013 in quelle del Centro e 2.532 al Nord.

Per gli automobilisti il decreto ha però portato qualche vantaggio dall’inizio dell’anno. Innanzitutto le clausole di tacito rinnovo sono abolite del tutto. Da qualche anno già non scattavano più in automatico, ma adesso sono nulle anche se inserite capziosamente in un contratto. Non occorre più fare una raccomandata per dare disdetta: alla scadenza naturale la polizza cessa i suoi effetti, ma la copertura assicurativa è prolungata di 15 giorni. Le nuove norme impongono invece alle compagnie di comunicare ai loro clienti la scadenza della polizza con almeno 30 giorni di anticipo, consentendo all’assicurato di rinnovare la polizza con la vecchia o una nuova compagnia.

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