I social network in Corea del Nord? Esistono, ma sono gestiti dallo stato

social-network-nordcoerano-da-washington-postLa tensione tra la Corea del Nord e il resto del mondo è sempre più alta, secondo alcuni perché con la propria autoreferenzialità lo stato nordcoreano ha una visione “poco realistica” della propria posizione a livello internazionale. L’idea di essere in grado di sfidare militarmente gli USA è ingenua, ma è molto radicata anche nella popolazione, che riceve le informazioni solo filtrate tramite il governo.

Ovviamente, l’autoreferenzialità e la chiusura in sé stessi è anche il motivo per cui i contrasti si fanno sempre più duri: e tra parentesi questo dovrebbe essere uno spunto anche per noi italiani, che sembriamo considerare il non voler trovare dei punti comuni con gli altri un merito, anziché un demerito quale è.

Tornando alla Corea del Nord, per mantenere il controllo dell’informazione l’accesso a internet è strettamente regolamentato, ma questo non vuol dire che internet non esista: solo che è controllato dallo stato. E se i social network “occidentali” sono strettamente inaccessibili, la Corea del Nord ha creato un social network nazionale, dove però è possibile fare poco più che scambiarsi gli auguri di compleanno, dato che il dibattito politico non è possibile. L’aspetto rudimentale è quindi una scelta, non un limite tecnico. Rimane il vantaggio che probabilmente questo impedisce anche a molti di pubblicare cose di cui presto si pentirebbero.

La “chiusura informatica” della Corea del Nord è resa evidente anche dal fatto che i computer nel paese devono usare anche un sistema operativo proprietario, chiamato “Stella Rossa”.

Ramest Srinivasan, studioso dei social network, commenta “la censura nordcoreana copre tutti i livelli, arrivando fino all’hardware”.

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